Osservatorio Tariffe Professionisti Informatici
sabato, novembre 22, 2008 13:28 scritto da neryoSu suggerimento di un mio caro amico, sono venuto a conoscenza dell’esistenza della associazione informatici professionisti, anche conosciuta come Italian Computer Society (da cui la sigla AIP-ItCS) è l’organizzazione di categoria, aderente Colap, che dal 1991 raggruppa attraverso una struttura territoriale capillare, professionisti ICT delle varie specializzazioni, sia dipendenti (pubblici e privati) che imprenditori e liberi professionisti.
E sono venuto a conoscenza anche dell’esistenza di un documento indagine svolto dall’associazione sulle tariffe dei professionisti in campo informatico, svolta su un campione di 50 aziende (pubbliche e private) su tutto il territorio nazionale.
La tipologia dei ruoli, non esaustiva, elencata nel documento in una tabella è rappresentata mediamente da almeno il 60% delle aziende consultate. La tabella compara il risultato di tale indagine, con il Tariffario del CSI Piemonte (azienda di informatica pubblica con circa 1000 dipendenti).
Questo è il tariffario di riferimento AIP, come approvato nel Consiglio Direttivo del 1/4/2006, punto 11 del Verbale di approvazione: “Il Consigliere Agrillo presenta la tabella comparativa CSI/AIP del tariffario professionale. Il Consiglio Direttivo lo accetta come tariffario di riferimento come revisione 0 e soggetto a futuri articolazioni ed aggiornamenti. Tale tariffario non è vincolante e non costituisce alcun titolo verso terzi.
Qualche commento!?





Valentino dice:
22-11-2008 alle 15:18
qualcosa mi sfugge… un “addetto caricamento dati” percepisce € 5600 al mese? quandomai? ho sbagliato i calcoli?
admin dice:
22-11-2008 alle 17:39
in effetti anche a me i prezzi sembrano gonfi.. soprattutto salta all’occhio il data-entry.. però c’è da dire che questo documento secondo me è venuto fuori da un indagine fatta su aziende di media grandezza, e credo che quando viene commissionato un lavoro di data entry, non viene di certo stipulato con il cliente un prezzo a consuntivo ma un prezzo globale a progetto, e suddividendo questo prezzo per i giorni in cui viene fatto, questo è quanto prende l’azienda che ha in appalto il lavoro e non l’addetto all’inserimento dati per capirci.
0disse0 dice:
10-07-2009 alle 11:43
si tratta di una nobile “analisi” ma del tutto fuori mercato, forse e’ un tariffario desiderato?? un data entry che prende 5600 al mese? ditemi dove si trova questa azienda che mi accampo sotto il loro portone…
ivan dice:
10-08-2009 alle 09:08
forse sono cifre al lordo e quindi bisogna considerare un -40% circa di tassa.
Qualcuno conosce qualche documento alternativo o più aggiornato?
0disse0 dice:
11-08-2009 alle 06:36
@ivan: ammesso che siano al “lordo”, rimane sempre che ad un cliente finale si “dovrebbe” chiedere 300 euro per un data entry (tariffa giornaliera). Mi sembra siano tariffe che non hanno ne’ capo ne’ coda e non esistevano nemmeno nella “Milano da bere” dei tempi d’oro della new economy quando si terrrorizzò mezzo pianeta con il bug del millennio… diciamo che possono essere tariffe “sognate” da persone che non stanno con i piedi per terra.
Giacomo dice:
24-08-2009 alle 18:53
Sono contento di non essere l’unico ad aver strabuzzato gli occhi di fronte a certe cifre… questo un po’ conferma le mie idee sulla “serietà” e soprattutto sulla legittimità di questa associazione.
Sono alla ricerca di un tariffario un po’ più “realistico” ma soprattutto un po’ più “ufficiale” ed ho trovato questo:
http://www.able-consulting.it/Documenti/Tariffe%20Professionali%20%20v10febbraio07.pdf
che fa riferimento ad una legge del 2006 (il famoso decreto Bersani) che è possibile trovare qui:
http://www.camera.it/parlam/leggi/06248l.htm
Cosa ne pensate?
Giacomo dice:
24-08-2009 alle 18:57
Scusate, mi rimangio tutto.
In tabella 2 sono indicati i costi all’ora non al giorno.
Davide dice:
02-09-2009 alle 19:26
considerato che un dipendente assunto a contrato collettivo nazionale CCNL costa almeno 10-15 euro all’ora (anche quando e’ in ferie), senza contare i costi fissi dell’azienda che paga per i dipendenti (affitto, luce, acqua, gas, postazione di lavoro, licenze software, gestione paghe, gestione contabilita’, ecc) mi sembra che i costi che propone AIP-ItCS sono del tutto congrui. Se l’azienda e’ onesta e non assume precari o usa solo partite iva, un dipendente gli costa dai 20-30 euro all’ora. Siccome l’iva e’ una partita di giro, ci guadagna solo lo stato. E l’IVA -il lordo- e’ al 20%. QUINDI se l’azienda vende il lavoro di questo dipendente a 35 euro netti non e’ poi cosi lontana da quello che spende. Con quello che ha guadagnato ci ha pagato lo stipendio NETTO (1000-1400 euro mese, tedicesima, quattordicesima? tfr) del lavoratore + i contributi. Cosi magari qualcuno puo’ ancora pensare che e’ un diritto la pensione. E con il margine magari l’azienda ci paga rimborsi spese, buoni pasto, software, libri, ecc. E naturalmente ci guadagna. Basta andare da un consulente del lavoro e chiedere cosa quale e’ il costo orario per l’azienda di un dipendente di un CCNL inerente il settore informatico. E sulla base di quel costo quanto sarebbe lo stipendio netto del lavoratore. Allora le tariffe AIP non sembrerebbero fuori dal mondo. Mi chiedo che c’e’ di strano nelle tariffe AIP ? Leggermente alte per il mio mercato di riferimento ma non fuori dal mondo. Ma forse che in Italia ci sono gli stipendi piu’ bassi d’Europa ? Forse che per i giovani ormai sembra esistere solo il lavoro precario e sottopagato ? Forse che c’e’ gente che regala il lavoro pur di arrivare fino a fine mese? Forse che invece di esserci tante aziende serie ci sono tanti che ti pagano ancora 100 euro al giorno magari in nero ? Forse che c’e’ gente che quadagna in un anno quello che un precario guadagna in una vita e ci rimane solo il superenalotto? AIP che non conosco mi sembra proponga tariffe che garantiscono all’azienda un guadagno giusto e se l’azienda e’ corretta garantisce al lavoratore un degno riconoscimento del proprio lavoro. E a casa mia questo riconoscimento si chiama dignita’ e e qualita’ della vita. Se invece l’azienda chiede 35 euro all’ora e poi ne da’ 12 al lavoratore magari con un contratto precario, senza ferie, malattia, ecc allora per me si chiama sfruttamento. E’ la consapevolezza di cio’ che ci dovrebbe aiutare a trovare il giusto prezzo a cui vendere le nostre competenze.
Ciao Davide
0disse0 dice:
08-09-2009 alle 07:33
condivisibile il tuo punto di vista, Davide, se non fosse che quelle tariffe nascono in seno ad una associazione di “professionisti informatici”, cioe’ persone che di solito vendono se stesse, non una associazione di informatici dipendenti (nel senso di dipendenti da un datore di lavoro), ne’ in seno ad una associazione di “imprese informatiche”. Le ritengo oltremodo sproporzionate anche perche’ non sono quelle reali del mercato reale, salvo rari casi, per lo piu’ nella pubblica amministrazione, dove nessuno chiede conto e ragione se si cabla tre volte di seguito lo stesso palazzo nello stesso semestre… altrove è ben difficile vendersi come data entry a 500 euro al giorno, credimi, salti di gioia se ti pagano per un consolidamento server su vmware a 100 euro al giorno lordi…
detto questo, ti prego di elencare aziende che danno gratis libri, software, corsi di formazione ai propri dipendenti, a me risulta l’esatto opposto, tutto a carico del dipendente.
inoltre… ci sono molti dipendenti che potrebbero benissimo sviluppare sw da casa, per il mio datore di lavoro ad esempio io faccio cosi’, e lui non spende un centesimo di energia elettrica o per le altre voci di spesa che hai indicato tu, e’ un vantaggio per lui che pero’ non sempre in Italia si traduce in vantaggi per il dipendente (ad esempio stipendio piu’ elevato). Spesso perche’ il cliente vuole “toccare con mano” il giovanotto che gli sviluppa il sw, che magari si fa tre ore di macchina o di treno al giorno solo per recarsi in quel posto di lavoro.
la questione e’ complessa e la scinderei, appunto, tra tariffe di professionisti (leggi quelli che lavorano per conto proprio come un idraulico o un architetto), tariffe delle aziende e stipendi degli impiegati.
TNZFD dice:
14-12-2009 alle 15:46
Secondo me il discorso è differente: quelle sono taricche che delle aziende di consulenza si fanno pagare per la professionalità dei propri dipendenti o che viceversa una azienda paga per la consulenza fatta da membri di un’altra azienda…
Per cui non si tratta di cifre percepite da un singolo, ma da una azienda…
E le tariffe mi paiono abbastanza allineate
neryo dice:
14-12-2009 alle 23:12
@TNZFD: sono pienamente daccordo con te
ivan dice:
16-12-2009 alle 08:40
@TNZFD Resta da capire se tali tariffe sono cionondimeno un buon riferimento per un professionista che debba fare un preventivo.
admin dice:
16-12-2009 alle 09:02
@ivan, le tariffe che vedi qui sicuramente si rivolgono a clienti di tipo enterprise.. questi prezzi non sono applicabili a piccole realta’.. questo il linea generale.. poi sicuramente un azienda strutturata puo riuscire a vendersi a questi prezzi.. e sono piu o meno la media su clienti di medio/grandi.